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martedì 22 maggio 2018

Intervista a ROSSELLA SOBRERO


Oggi abbiamo il privilegio di intervistare la Dott.ssa Rossella Sobrero ideatrice e promotrice, dal 2005, de Il Salone della CSR e dell’innovazione sociale. Nel 2002 fondatrice e presidente di Koinètica, prima realtà in Italia dedicata in modo esclusivo alla responsabilità sociale d’impresa e, nel 2014, ideatrice del blog CSR e Dintorni dove ad oggi sono pubblicati più di 400 articoli. Nel 2015 creatrice del network di studenti universitari appassionati di sostenibilità CSRnatives. È docente di Comunicazione pubblica e sociale all’Università degli Studi di Milano e di Marketing non convenzionale all’Università Cattolica di Milano.
Di seguito l'intervista alla Dott.ssa Sobrero:
Questa è la sesta edizione de "Il Salone della CSR e dell'innovazione sociale". Come sta evolvendo l'approccio delle imprese verso la CSR? 
L’ impegno per la sostenibilità sta crescendo e si sta diversificando: dalle iniziative per il benessere dei collaboratori all’innovazione dei processi produttive per renderli più sostenibili. In costante aumento è anche l’impegno per il controllo della filiera produttiva..

Quali sono i vantaggi di un'impresa socialmente responsabile?

Il primo e più evidente è il miglioramento del clima aziendale: le persone che lavorano in un ambiente sostenibile sono più “produttive”. Ma non solo: si riducono le assenze per malattia, il turn over, le cause di lavoro. Un altro vantaggio importante è il contenimento dei costi grazie all’ottimizzazione del ciclo produttivo, alla riorganizzazione della logistica, all’eco progettazione del packaging etc. Interessante anche l’attenzione crescente degli investitori che preferiscono scegliere le aziende CSRoriented.

Quali potrebbero essere le previsioni per il futuro sul tema della sostenibilità d'impresa?

La strada verso un modello economico più sostenibile è iniziata e non si torna più indietro. Cresce la consapevolezza che è necessario adottare una visione nuova passando da una cultura centrata unicamente sul profitto ad un approccio dove diventano importanti la relazione con gli stakeholder e la creazione di valore condiviso. Oggi si sta diffondendo la convinzione che essere sostenibili è una scelta non rimandabile.

Intervista a SILVIA CANTELE


Silvia Cantele, Professore associato del Dipartimento di Economia Aziendale e Promotore Rete Innovazione sostenibile chiuderà i lavori della 10° tappa de Il Salone della CSR e dell'Innovazione sociale, dal titolo "Le rotte per la sostenibilità" che si terrà il 23 maggio 2018 a Verona presso il Polo Santa Marta dell'Università degli Studi di Verona. Abbiamo deciso di intervistarla per sapere cosa pensa del Salone e della sostenibilità d'impresa. 

Di seguito l'intervista alla Dott.ssa Cantele:


Se Lei potesse raccontare il Salone in 3 parole quali sceglierebbe e perché?

La prima parola che userei è sostenibilità, perché nonostante il titolo del Salone sia tradizionalmente legato alla responsabilità sociale d’impresa è ormai più diffuso parlare di sostenibilità. Non è solo una questione terminologica, ma è un voluto riferimento ai tre pilastri su cui questa si: economia, ambiente e società; riuscire a trovare un equilibrio tra questi è la sfida più grande di ogni progetto o iniziativa; ma è necessario avere una visione olistica perché un’azienda per essere realmente sostenibile non può puntare al 100% su una dimensione dimenticando le altre.

La seconda parola è collaborazione perché per attuare la sostenibilità servono progetti condivisi, le singole aziende o organizzazioni arrivano fino ad un certo punto da sole, poi deve scattare la condivisione. Non a caso nell’incontro del pomeriggio si parlerà anche di reti per la sostenibilità, perché per passare dallo sviluppo sostenibile - che è un obiettivo macro - agli obiettivi “micro” dei singoli,  occorre creare un livello intermedio costituito dalle relazioni inter-organizzative che si fondano su condivisione di obiettivi, scambio di informazioni e conoscenze, fiducia e dialogo.

La terza parola è innovazione perché questo è l’altro ingrediente che serve per far funzionare i progetti di sostenibilità; innovazione sotto diversi punti di vista: nel modo di pensare (apertura mentale), nel modo di fare azienda, nel modo di concepire prodotti/servizi/business e nel modo di interagire e comunicare.


L'Università di Verona pensa di ospitare nuovamente, anche il prossimo anno, una delle tappe del salone della CSR? Se si, perché?

Direi di sì, è un’iniziativa che va consolidata visto l’interesse che gravita attorno a questi temi e la necessità di parlarne per diffonderli. Poi il Salone non è mai fine a se stesso; da cosa nasce cosa e lo dimostra il fatto che dopo l’edizione dello scorso anno abbiamo pensato di creare una rete su questi temi, aperta a tutti i soggetti che siano interessati a partecipare (aziende, professionisti, enti non profit e pubblici, università e altri enti di formazione e ricerca ecc.), in modo da moltiplicare le iniziative e le potenzialità sul territorio. 


Che apporto può offrire l'Università di Verona al tema della CSR? Quali potrebbero essere le previsioni per il futuro? 

L’Università può offrire apporto su quattro fronti; i primi tre si riferiscono alle tre corrispondenti missioni degli atenei, mentre la quarta riguarda l’ateneo in quanto azienda. In merito alla prima missione, la ricerca, si può osservare come la CSR sia un tema multidisciplinare, che può essere studiato sotto diversi aspetti, e diversi docenti del dipartimento di Economia Aziendale e altri nell’Ateneo lo stanno già facendo. Per quanto riguarda la didattica, è importante che i temi della sostenibilità e responsabilità sociale d’impresa vengano inseriti negli insegnamenti, in particolare di area aziendale: anche su questo fronte siamo già impegnati: facendo un esempio su me stessa, dal 2005 sono titolare di un insegnamento di laurea magistrale che affronta proprio questi temi. Infine, con riferimento alla divulgazione della conoscenza e ai rapporti con il territorio - la cosiddetta terza missione – non mancano occasioni in cui i docenti che fanno ricerca su questi temi partecipino a convegni per il pubblico o a iniziative nelle scuole, contribuendo a divulgare la cultura della CSR anche tra i “non addetti ai lavori”. Il quarto apporto riguarda l’essere socialmente responsabile dell’Ateneo in sé. La responsabilità sociale non è solo delle imprese “for profit” ma anche di qualunque altra azienda, incluse le pubbliche e non profit; nell’ambito dell’Università di Verona c’è una Commissione Sostenibilità che lavora su questo fronte.

Le mie previsioni sul futuro sono che tali attività si intensificheranno, perché c’è una crescente sensibilità da parte dei cittadini e dei consumatori, per cui aziende ed enti non potranno più esimersi dall’essere responsabili e trasparenti in merito ai loro impatti e ai loro obiettivi di sostenibilità. 

giovedì 17 maggio 2018

Intervista a CLAUDIO BACCARANI

La 10 tappa de Il Salone della CSR e dell'innovazione sociale avrà luogo il 23 maggio 2018 presso il Polo Santa Marta del'Università degli Studi di Verona . L'apertura dei lavori sarà coordinata da Claudio Baccarani, Professore ordinario di Economia e gestione delle imprese e direttore del Dipartimento di Economia Aziendale dell'Università degli Studi di Verona. 
Di seguito varrà riportata l'intervista al Professore Claudio Baccarani.


- Quali sono i benefici che l'evento del salone della CSR e dell'innovazione sociale può portare all'Università degli di Verona? 
Il beneficio che porta questo evento è l'essere parte di una rete nazionale che si propone come punto di riferimento per la diffusione di questo approccio in ambito aziendale.


- Secondo Lei quali sono i motivi per spronare le aziende del territorio veronese ad abbracciare la politica della CSR?

Perchè la comunità con chiede più solo capacità di soddisfare bisogni e di produrre e diffondere valore economico, chiede di produrre benessere sociale e solo in questo modo l'azienda sarà legittimata socialmente ad esistere e ad essere accolta come componente centrale delle relazioni territoriali.


- Se Lei potesse raccontare il Salone in 3 parole, quali sceglierebbe e perché?

Speranza, per un modo d'essere diverso dell'impresa. Condivisione per il desiderio di diffondere un progetto. Arcobaleno per la ricerca delle varietà degli approcci possibili.

sabato 12 maggio 2018

Intervista a FEDERICO BRUNETTI











È il Professor Federico Brunetti che oggi ci parlerà di CSR e di innovazione sociale.
Federico Brunetti è Professore ordinario di Economia e gestione delle imprese presso l’Università degli Studi di Verona.






Quest’anno "Il Salone della CSR e dell'innovazione sociale"  che avrà come decima e ultima tappa Verona, verrà ospitato dall’Università degli Studi di Verona presso il polo Santa Marta. Proprio il Prof. Brunetti sarà impegnato come coordinatore della tavola rotonda sull'importante tema: "Agenda 2030: un impegno condiviso", relativo al programma dell'Agenda Globale per lo sviluppo approvato dalle Nazioni Unite e i relativi 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile da raggiungere entro il 2030.
Di seguito l'intervista:

- Quali sono le motivazioni che hanno spinto l'Università degli Studi di Verona ad accogliere per il secondo anno consecutivo la tappa veronese de "il Salone della CSR e dell'innovazione sociale"?






Le motivazioni consistono in primis nell'importanza dell'evento a livello nazionale, in secondo luogo per dare continuità all'iniziativa dell'anno scorso non lasciandola un evento estemporaneo, in terzo luogo nella sensibilità che Univr e Dea (Dipartimento di Economia Aziendale) hanno nei confronti del tema sia dal punto di vista della ricerca che dei comportamenti praticati. 

- Dal suo punto di vista, quali sono le azioni concrete che possono mettere in campo le aziende per contribuire al raggiungimento degli obiettivi della CSR? 
Anche qui i comportamenti possono essere diversi, come diverse sono le "anime" della sostenibilità: da quella più "nota", la sostenibilità ambientale, a quella più nascosta, come la sostenibilità "culturale".
Certamente siamo consapevoli che non è possibile che ogni impresa copra tutti gli aspetti della sostenibilità, ma se ciascuno desse il proprio contributo, certo si potrebbero fare significativi passi in avanti. 
D'altra parte va detto anche che tutto sommato, tra i vari attori sociali ed economici, le imprese sono tra quelli che, vuoi per obblighi di legge, vuoi per necessità competitive, fanno già parecchie cose. 

 - Per quale motivo, secondo Lei, è importante partecipare a questo evento? Se potesse dirlo in tre parole, quali sceglierebbe? 
È importante perché è un momento in cui, a Verona, ci si può confrontare sui temi della sostenibilità, oltre a entrare in contatto con la rete nazionale. Le 3 parole: scoperta, confronto, condivisione.

giovedì 10 maggio 2018

Intervista a LORENZO ORLANDI



Oggi parliamo di CSR e innovazione sociale con Lorenzo Orlandi, titolare della società di consulenza LOCOM, che per il secondo anno consecutivo, ha preso parte al comitato organizzatore della tappa veronese de "Il Salone della CSR e dell'innovazione sociale"LOCOM è uno studio specializzato nella elaborazione delle strategie volte a cogliere le opportunità di sviluppo sostenibile e nella crescita delle relazioni con gli stakeholder. Società di consulenza strategica che aggiorna costantemente le proprie competenze e know how specifico sulla sostenibilità attraverso relazioni con Università, Professionisti e Partner.
Come titolare, il Dott. Orlandi, con il suo team, svolge consulenza per progetti volti a contribuire al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile Sustainable Development Goals (SDGs) delle Nazioni Unite.
Di seguito l'intervista:

- Quali sono le motivazioni che spingono LOCOM, per il secondo anno, ad essere parte del comitato organizzatore della tappa veronese del Salone del CSR?  
Da diversi anni mi occupo di sostenibilità, per formazione sono sempre dovuto andare in altre città per partecipare ad incontri e convegni, il più importante si tiene annualmente alla Bocconi ed è appunto il Salone della CSR e IS.
Quando lo scorso anno l’organizzazione ha comunicato che intendeva realizzare delle tappe di avvicinamento, ho subito messo in contattato il prof. Federico Brunetti del Dipartimento di Economia Aziendale dell’Università di Verona.
Insieme abbiamo incontrato il comitato organizzativo nazionale ed organizzato la tappa 2017  “l’arte della sostenibilità”, quest’anno proseguiamo il percorso con l’edizione 2018 “le rotte della sostenibilità”.
L’obiettivo è contribuire allo sviluppo della Cultura della sostenibilità sul territorio e finalmente a Verona abbiamo creato un appuntamento annuale per approfondire i temi della CSR.

- Secondo Lei quanto è importante sviluppare all'interno di una realtà aziendale la cultura della CSR? 
Oggi è fondamentale essere pro attivi sul mercato e l’innovazione richiesta dai consumatori non può prescindere dalla sostenibilità.
La sostenibilità deve essere una scelta condivisa con tuti gli stakeholder, non deve essere solo una operazione occasionale , deve fare parte di una visione di lungo periodo.
Eventi come il salone servono a sviluppare la consapevolezza delle responsabilità delle Imprese, e devono essere di stimolo per iniziare percorsi virtuosi.

- Quali sono gli obiettivi della RIS -Rete innovazione sostenibile- e quali temi verranno affrontati durante l'incontro di networking che si terrà nel pomeriggio? 
La Rete è un progetto nato a seguito del Salone dello scorso anno, quando abbiamo raccolto l’interesse di un gruppo di stakeholder per condividere esperienze legate alla CSR.
L’università ha contributo a dare autorevolezza e coordinamento al gruppo, l’idea è quella di sviluppare relazioni tra gli attori del settore per condividere good practice e sviluppare progetti condivisi.
I temi che saranno affrontati nel pomeriggio del Salone sono stati proposti dai partecipanti e l’applicazione degli SDG nel business ed i bandi e finanziamenti per la sostenibilità, sono risultati quelli di maggiore interese.

- Quali dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile, gli SDGs relativi all'Agenda 2030 adottata dall'ONU  sono più vicini alla realtà aziendale della LOCOM? 
Siamo uno studio di consulenza, cerchiamo di contribuire allo sviluppo della cultura della sostenibilità perciò l’obiettivo #4 Quality Education è quello che maggiormente ci vede coinvolti. Anche l’obiettivo # 11 Sustainable city and communities ci vede coinvolti nella proposizione di sistemi di gestione sostenibile degli eventi come opportunità di monitoraggio degli impatti.